PRATICHE SOCIALI DIFFUSE

I “saperi nascosti” della Valle Camonica

Attraverso queste azioni artistiche, a carattere pionieristico, è stato possibile riscoprire alcuni importanti “saperi artigiani” (a partire dalla manipolazione della materia), come pratiche sociali diffuse, attuate su vasta scala, in tanta parte del territorio, dei comuni e delle famiglie della Valle Camonica, ma che possiamo definire tranquillamente come “saperi nascosti”, che si rifugiano dentro le case, nel privato della vita domestica e famigliare, che non hanno più una rilevanza sociale, che non emergono pubblicamente.

Restituire valore alla “dignità artigiana”

Sono saperi che pur esprimendo grandi abilità e grandi competenze, non conservano più una loro “dignità artigiana” e hanno smarrito la loro rilevanza e pregnanza culturale, in quanto legati al contesto di valori, di saperi e di materie territoriali. Si tratta di saperi che sono appartenuti in passato alle comunità rurali e, spesso, al mondo femminile, e anche questo ha rappresentato forse un elemento che ne ha facilitato la “dispersione produttiva” e il rientro nella competenza esclusiva dell’ambito domestico.

UNA PRATICA ARTIGIANALE SECOLARE

Tessitura dei pezzotti

Una pratica artigianale secolare, praticata sino a pochi decenni fa nella maggioranza delle famiglie del paese di Monno ad integrazione dell’insufficiente reddito derivante dall’economia contadina. I pezzotti sono tappeti di medie e piccole dimensioni, molto colorati e resistenti, realizzati al telaio nel periodo invernale, prevalentemente dalle donne del paese. Derivati dai pelorsc, sacchi per la raccolta e l’essicazione di grano e legumi, utilizzano tessuti riciclati di varia provenienza, ritagliati a strisce e combinati secondo il gusto e le necessità.

UNA TRADIZIONE NASCOSTA

Lavorazione e intreccio del legno

Esiste in tutta la Valle Camonica una tradizione “nascosta” di lavorazione del legno attraverso l’intreccio, per la produzione di ceste e cestini ma anche di graticci per l’essiccatura e l’affumicatura, e per la costruzione di aiuole, o sistemi di protezione e ancoraggio del terreno. Si tratta di produzioni connesse e funzionali al tradizionale lavoro nei campi, ma non esenti dal rappresentare una forma estetica ed uno specifico e non banale processo creativo.

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ESPERIENZA, SEMPLICITÀ E MANUALITÀ

La trama della lana

La Valle Camonica è territorio di antiche tradizioni di pastorizia, che nella lavorazione della lana trovava una sorgente primaria per la realizzazione di abiti, coperte, tappeti di grande utilità nelle famiglie e comunità locali. Oggi la lana risulta una produzione residuale di una pratica pastorale certamente minoritaria, e ormai in via di completo abbandono.

Tuttavia le abilità tecniche connesse alla lavorazione della lana sono transitate tra le generazioni in specie in alcuni diffusi lavori femminili. In tutta la Valle Camonica sono diffusi, ma nascosti, i vari saperi connessi alla lavorazione della lana, nella forma del lavoro a maglia, del ricamo, della cottura e della lavorazione della lana cotta: l’arte di creare trame è sempre meno diffusa, ma in alcune aree del territorio camuno, nonostante lo sviluppo e la crisi dei mercati industriali legati al comparto tessile, sopravvive un piccolo mondo di esperienza, semplicità e manualità.

In varie occasioni emergono alla luce queste abilità “nascoste”: si tratta di fiere, feste tradizionali, brevi occasioni pubbliche che tuttavia non sviluppano un “sapere diffuso” e non offrono un costante spazio di visibilità culturale alla pratica artigiana.